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Italian Open Innovation Outlook

Pubblicato il report sui player dell’Open Innovation in Italia, i volumi di mercato e i trend evolutivi
Pubblicato il:
14 Marzo 2024
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Il concetto di Open Innovation ha preso forma nel 2003 con la pubblicazione del libro “Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology” del Professore Henry Chesbrough. Da allora si è registrato un progressivo e significativo aumento dell’interesse delle imprese verso un approccio più aperto all’ innovazione, e l’interazione tra teoria accademica e pratica manageriale ha contribuito negli ultimi vent’anni a creare anche in Italia un vero e proprio ecosistema dell’innovazione aperta che coinvolge un ampio spettro di attori sia del settore privato (grandi imprese, startup, PMI, fondi d’investimento) che pubblico (pubbliche amministrazioni, università e centri di ricerca, hub per l’innovazione).

Per dare conto della complessità e ricchezza di questo ecosistema lo scorso anno è stato avviato l’Osservatorio Italian Open Innovation Lookout. Si tratta della prima iniziativa del genere in Italia, volta ad analizzare l’evoluzione dell’Open Innovation dalla prospettiva dell’offerta. Il primo rapporto dell’Osservatorio, curato dalla GSOM – Graduate School of Management del Politecnico di Milano, è stato presentato lo scorso 21 febbraio ed identifica i principali attori che offrono servizi di Open Innovation in Italia, valutando i loro volumi di mercato, descrivendo i servizi chiave e analizzando le barriere alla collaborazione e le strategie adottate per superarle.

Dallo studio emerge che in Italia gli operatori dell’Open Innovation sono oltre 900, tra società di consulenza, piattaforme di intermediazione, startup e venture builders, incubatori e acceleratori, centri di competenza, innovation hub, agenzie di trasferimento tecnologico, che generano un valore annuo complessivo di quasi 700 milioni di euro. Tra questi, c’è anche Fondazione HIT, nella categoria Innovation Hubs, che emerge come punto di riferimento nazionale per l’organizzazione di Challenge finalizzate a favorire l’Open Innovation tra ricerca e impresa.

HIT infatti vanta ormai un track record significativo in tema Open Innovation sia in termini quantitativi che qualitativi: dal 2017 sono state attivate 17 edizioni annuali di Innovation Challenge sui temi tecnologici come lo user experience design per prodotti e servizi digitali, la progettazione meccanica per l’additive manufacturing e l’intelligenza artificiale applicata alle sfide industriali e della pubblica amministrazione. Sono state supportate circa cento tra imprese e pubbliche amministrazioni, coinvolti più di settecento studenti/esse universitari/e in qualità di solver, e più di cinquanta mentori tra ricercatori/trici, personale di startup ed esperti/e di tecnologie abilitanti.

Questi risultati sono il frutto di uno sforzo di sistema che coinvolge, oltre alla Fondazione HIT, diversi dei suoi membri fondatori come l’Università di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, Trentino Sviluppo e la Provincia Autonoma di Trento, e altri importanti stakeholders come Confindustria Trento e, più recentemente, la Federazione Trentina della Cooperazione.

Sul tema, a pagina 42 e 46 del report è presentato l’opinion piece di Nicola Doppio, Open Innovation Officer di Fondazione HIT.

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