Gruppo Gpi firma un contratto di collaborazione con HIT, Università di Trento e FBK per migliorare uno dei suoi prodotti di punta

Università di Trento, FBK e HIT hanno accettato la sfida: cercare una nuova tecnologia che possa imprimere una forte accelerazione alla capacità competitiva dell’armadio robotizzato Riedl Phasys a livello globale, tutto ciò in un periodo di circa 20 mesi.
Coinvolte anche le startup Dolomiti Robotics, Eoptis e Robosense.
L’investimento da parte di GPI è di circa 400.000 euro.

Da sn: Massimiliano Rossi (GPI), Flavio Deflorian (Università di Trento), Alessandro Cimatti (FBK). Andrea Sartori (HIT)

 

La divisione Automation dell’azienda produce da anni questo particolare sistema che serve agli ospedali per organizzare in modo robotizzato la logistica del farmaco. Attualmente nel mondo ci sono circa 200 impianti Riedl Phasys di Gpi (Europa, America, Cina, Medio Oriente).
Una caratteristica fondamentale è la velocità e la precisione della “pinza”, che si muove a 5 metri al secondo.

L’obiettivo di questa nuova partnership non riguarda la tecnologia “core” del magazzino Riedl Phasys, ma l’intervento sulle fasi di carico, ovvero il rifornimento di tutti i “cassetti” dell’armadio “robotizzato”. Le performance di scarico sono già di altissimo livello, mentre lo step preliminare ha aspetti che possono essere migliorati. Nel mondo sono circa dieci i competitor di GPI in questo particolare settore, tutti alle prese con la stessa problematica.

L’iniziativa rientra nelle azioni del Digital Innovation Hub siglato da Confindustria Regionale Trentino-Alto Adige, Confindustria Trento, Assoimprenditori Alto Adige, HIT, IDM Alto Adige: un punto di riferimento per le aziende nell’attuazione delle strategie di automazione e trasformazione digitale.

 

Comunicato stampa