Il più grande investimento degli ultimi anni in una nuova impresa trentina

Il fondo Vertis Venture 3 Tech Transfer, investe 2,4 milioni su Sibylla Biotech, una nuova impresa trentina nata grazie alla ricerca congiunta dell’Università degli Studi di Trento, dell’Università di Perugia, di Fondazione Telethon e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. HIT – Hub Innovazione Trentino ha supportato il team dei ricercatori nella fase di generazione e accelerazione dell’idea, seguendo il progetto e aiutando il team di Sibylla a trasformare la propria intuizione in impresa.

Succede spesso che le ricerche più avanzate nel campo delle tecnologie fisiche e biomediche, per essere sviluppate e trovare un’evoluzione in senso commerciale, abbiano bisogno di qualcuno che ne capisca il valore, si lasci coinvolgere e decida di crederci, insomma, di un investitore illuminato. Per Sibylla è entrato in campo uno dei principali fondi di  venture capital a livello nazionale, Vertis Venture 3 Tech Transfer, un fondo dedicato esclusivamente al trasferimento tecnologico da università e istituzioni pubbliche di ricerca avviato dalla piattaforma ItaTech, iniziativa congiunta di Cassa Depositi e Prestiti e Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI). Con 2,4 milioni di euro Vertis Venture 3 Tech Transfer ha conferito una spinta imprenditoriale alle ricerche di Emiliano Biasini, Professore associato dell’Università di Trento – Dipartimento CIBIO e scienziato dell’Istituto Telethon Dulbecco; e di Pietro Faccioli, Professore associato dell’Università di Trento – Dipartimento di Fisica e membro permanente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Sibylla Biotech si fonda su una piattaforma che permette di simulare la reazione tra molecole e su una tecnologia innovativa che utilizza tale piattaforma per la scoperta di nuove molecole destinate a diventare farmaci. Questo know-how, ideato e sviluppato dai soci fondatori e di cui l’interdisciplinarietà è la chiave vincente, è frutto di competenze che vanno dalla fisica subnucleare all’informatica, dalla farmacologia alla biologia cellulare.

Quello su Sibylla Biotech è l’investimento più significativo degli ultimi cinque anni destinato ad nuova azienda trentina nata come start-up. Un esempio di buona pratica italiana che tra pochi giorni, precisamente il 17 e 18 ottobre, verrà presentata oltreoceano. Il prof. Faccioli infatti, insieme ad altri rappresentanti dell’eccellenza scientifica ed imprenditoriale italiana, farà parte della delegazione che accompagnerà il Capo dello Stato Sergio Mattarella in occasione della sua visita in Silicon Valley in occasione dell’US Innovation Forum.
La grande attenzione rivolta a Sibylla Biotech, è un segnale importante, che sottolinea come l’eccellenza della ricerca scientifica e la contaminazione tra diverse aree di ricerca possa trasformarsi in impresa, prevedere molte assunzioni in pochi anni (2 assunzioni già fatte nel 2019, 3 previste all’inizio del 2020) e decidere di sviluppare il proprio business restando sul territorio, contribuendo con ciò a far crescere l’economia locale.
Per permettere a tutto questo di accadere, occorre andare nei laboratori, parlare con i ricercatori, valutare il potenziale di mercato delle loro ricerche, pensare con loro ad un’idea di impresa, elaborare un business plan e reperire un finanziatore privato disposto ad investire nel progetto. HIT – Hub Innovazione Trentino, si è occupata di accompagnare i ricercatori in tutto questo processo, supportando l’Università di Trento nelle fasi di commercializzazione della tecnologia e favorendo il trasferimento dei risultati tecnico-scientifici dalla ricerca a potenziali investitori.