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Partito il progetto europeo CIRCVET, nuove competenze per ridurre l’impatto ambientale della plastica

Nuovo materiale educativo e metodologie didattiche a servizio della transizione verso la circular economy e la sostenibilità
Published on:
26 September 2022

Per il modo in cui vengono prodotte e utilizzate, le materie plastiche generano ogni anno 26 milioni di tonnellate di rifiuti e costituiscono l’80% dei rifiuti marini. Se riuscissimo a riutilizzare questi materiali, a produrli in modo più efficiente e ad applicare modelli di business circolari, si stima ci sarebbe una riduzione delle emissioni di CO2 del 50%.

Il settore delle materie plastiche impiega in tutta l’Unione Europea più di 1,56 milioni di professionisti/e ed è dunque importante che il cambiamento di paradigma parta attivamente e consapevolmente dalle aziende e dagli operatori stessi. Tra gli ostacoli che queste devono affrontare, però,  il principale è rappresentato dalla mancanza di conoscenza e consapevolezza: non è ancora prevista abbastanza formazione riguardo i temi dell’economia circolare e non si conoscono ancora in maniera sufficiente i materiali alternativi che possono essere impiegati al posto della plastica.

L’obiettivo principale del progetto CIRCVET, finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea, è sviluppare, testare e convalidare un nuovo materiale educativo e metodologie didattiche a supporto dei/delle giovani in alta formazione – per formarsi e inserirsi con successo nel mondo del lavoro – e per chi già lavora o svolge ricerca, al fine di aggiornare le competenze sui temi strategici della circular economy e della sostenibilità.  Il progetto si inserisce in una strategia globale di riforma delle aziende e dei mercati necessaria per raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici dell’UE. In particolare, l’idea che guida la proposta è aiutare PMI e professionisti a comprendere e adottare strategie di economia circolare nelle aziende e nelle relazioni con i propri stakeholder.

Al progetto partecipano 12 partner provenienti da 6 paesi europei. A livello italiano, oltre alla Fondazione Hub Innovazione Trentino, partecipano l’Università di Trento e il Consorzio Proplast.

Il kick-off del progetto si è svolto il 6 e 7 settembre presso la sede del coordinatore AIJU (Istituto Tecnologico per i Prodotti Infantili e il Gioco) a Ibi, nei pressi di Alicante. In questa occasione, alla quale ha partecipato anche Elisa Morganti, Innovation Officer di HIT, sono state definite le prime azioni del progetto. Il lavoro del consorzio comincerà con la preparazione del quadro operativo in cui co-creare i moduli e il materiale didattico e con la definizione delle strategie da adottare per poter coinvolgere fin dal principio le aziende (formazione continua) e gli studenti dei corsi di alta formazione (post diploma).

La Fondazione HIT, che partecipa al progetto come leader del WP8 sulla sostenibilità, si occuperà in particolare di  identificare, in collaborazione con l’Università di Trento, i bisogni formativi del territorio trentino e supportare l’implementazione di programmi dedicati, coinvolgendo i principali stakeholder locali e cercando di innestare possibili sinergie con iniziative e attività già in essere. Si occuperà inoltre di valorizzare la cultura dell’innovazione nello sviluppo e implementazione dei nuovi percorsi di formazione che verranno co-creati utilizzando l’approccio del challenge based learning.

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