Dalle parole delle protagoniste di ResearcHERs Power

Il 20 gennaio 2021 si è svolto il terzo incontro della serie di eventi organizzati da HIT per promuovere un confronto alla pari sui temi della ricerca d’avanguardia ResearcHERs Power – le hard science raccontate dalle donne“, dedicato al tema Economia circolare e Agrifood.

Di seguito riportiamo una sintesi del dialogo con le ospiti speciali Sira Saccani (Climate KIC), Silvia Silvestri (Fondazione Edmund Mach), Sara Roversi (Future Food Institute).
QUI è possibile rivedere la registrazione integrale dell’incontro.

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Che cosa significa introdurre le logiche dell’economia circolare nel settore agrifood?

Sara Roversi: il settore agrifood è responsabile del 37% circa delle emissioni totali di C02. Ogni anno, un terzo delle derrate alimentari viene sprecato, e con questo anche un terzo di risorse, di acqua, di energia e di lavoro. Considerando poi che il cibo è qualcosa che tocca tutti – ogni Paese, ogni classe sociale – è chiaro che le potenzialità del paradigma circolare in questa filiera sono enormi. La sostenibilità deve entrare nelle strategie di business. Si può partire dalla valorizzazione di quegli scarti che fino a ieri venivano buttati o termovalorizzati e che oggi possono essere re-immessi in filiere ad elevato valore aggiunto.

Spesso quando si parla di economia circolare si citano grandi imprese. Tuttavia le aziende che operano nella filiera agroalimentare sono in prevalenza PMI o addirittura microimprese. Come aiutarle ad abbandonare un’economia lineare?

Silvia Silvestri: spesso sentiamo dire che l’economia circolare è qualcosa che va bene solo per i grandi gruppi aziendali, ma i dati ci suggeriscono il contrario. A livello nazionale le imprese green esportano di più e meglio, e ad innovare sono soprattutto le realtà molto piccole. Ne è un esempio l’azienda olivicola OlioCRU di Riva del Garda, che ha trasformato gli scarti di lavorazione per la produzione di olio d’oliva in nuove opportunità di business. Il nocciolino è stata utilizzato infatti per realizzare Prebiò, un prebiotico ad altissimo valore nutritivo e antiossidante, che ha registrato sul mercato un’attenzione addirittura maggiore rispetto all’olio d’oliva stesso.

Quali sono le principali barriere che ostacolano la transizione verso l’economia circolare nel settore agrifood e quali invece le migliori leve su cui agire?

Sira Saccani: è difficile guidare processi di grande trasformazione con un approccio non sistemico. Finché la R&D sarà settoriale e gli stakeholder lavoreranno in maniera isolata, saremo in grado di produrre solo innovazioni incrementali. La tecnologia non basta: è necessario agire anche a livello legislativo, valorizzare le connessioni tra i diversi sistemi e rivedere il volume finanziario a disposizione per fare innovazione davvero sostenibile. Un’altra barriera è sicuramente quella comportamentale. Secondo i dati dell’Osservatorio Weight Watchers 2020, in Italia vengono sprecate più di 2.200.000 tonnellate di cibo all’anno – più o meno 8 miliardi persi, corrispondenti a circa mezzo punto del PIL.

 

Le speaker


SIRA SACCANI 
è Direttrice dell’Area Sustainable Production Systems di Climate- KIC, dedicata alla decarbonizzazione dei sistemi materiali ad alte emissioni (cemento, metalli e prodotti chimici) e delle relative value-chain (packaging, automotive, industria tessile, elettronica, edilizia). Ha precedentemente lavorato per Designworks, società di consulenza internazionale per il design e l’innovazione e filiale del BMW Group e per Siemens Gigaset.

SILVIA SILVESTRI è Responsabile del Dipartimento Ambiente e Agricoltura di montagna e dell’Unità Risorse ambientali, energetiche e zootecniche della Fondazione Edmund Mach. Referente FEM nel Cluster Tecnologico Nazionale della Chimica Verde (SPRING) e del Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione (CIB), partecipa anche al Tavolo Energia (APRIE), al Tavolo Biomasse e al Tavolo Zootecnia della Provincia Autonoma di Trento.

SARA ROVERSI è founder di Future Food Institute e co-founder di You Can Group “Innovation and Entrepreneurship for growth”, ecosistema imprenditoriale che dal 2004 alimenta la nascita di nuove startup principalmente nei settori food e tech. Membro della delegazione dei Giovani Imprenditori di Confindustria al G20 YEA SUMMIT, ha dato vita al master internazionale itinerante “Food Innovation Program” in partnership con Institute For the Future di Palo Alto.