Un anno di HIT: trasferimento tecnologico avanzato e innovazione

Anna Gervasoni, 31 marzo 2017: HIT incontra il territorio.

Buongiorno a tutti,

innanzitutto grazie per essere venuti oggi e benvenuti nella sede di HIT che inauguriamo con questo nostro incontro. Quando, il primo aprile dello scorso anno, sono stata nominata presidente di HIT, sono entrata in una realtà che non conoscevo e che mi ha stupida in positivo: sono di Milano, mi occupo di finanza d’impresa, di finanza per l’innovazione, ho girato tutta Italia - e non solo - nella mia qualità di direttore generale AIFI, e ho avuto modo di entrare in contatto con i più importanti centri di innovazione e incubazione. Qui ho trovato laboratori, centri di ricerca ricchi di competenze ed eccellenze che spiccano sia nel panorama italiano che internazionale. Abbiamo un’Università e un’attività di ricerca di grandissimo valore e imprese solide e in crescita. A Hit è stato dato il difficile ma sfidante compito di intercettare queste energie creando processi di contaminazione e di trasferimento tecnologico che ne esaltino le potenzialità e ne valorizzino gli investimenti effettuati dal sistema pubblico e privato. Se ci sarà bisogno di risorse addizionali, oltre a quelle già presenti sul territorio, credo che il nostro ruolo sarà anche  quello di andarle a reperire, facendoci conoscere meglio all’interno del sistema finanziarie italiano, soprattutto quello del cosiddetto private capital e cioè del venture capital, private equity e private debt. Ecco perché è con grande entusiasmo e convinzione che ho stimolato il team di HIT a redigere un piano di attività triennale ambizioso, ma realistico. In questi mesi di avvio delle attività – che no è stato banale - ho trovato una grande attenzione da parte delle Istituzioni trentine, che ringrazio della fiducia che mi è sempre stata accordata. I soci di Hit, dal canto loro, sono stati presenti, attenti e collaborativi.

Il nostro piano deve continuare a coinvolgere tutti, utilizzando ed enfatizzando le sinergie con i soci e facendo emergere la comune volontà del sistema trentino di promuovere e potenziare quelle eccellenze che già oggi ci riconoscono in Italia e all’estero in alcuni settori strategici, quali l’Ict, la meccatronica, l’industria di precisione, l’agritech e le biotecnologie, per citarne alcuni.

Oggi è un giorno importante: è la nostra prima assemblea annuale e ci tenevo ad avere qui i protagonisti del piano. Ricercatori, startupper, imprese, Istituzioni, che il team di Hit, a fianco dei propri soci, dovrà intercettare. Siamo un hub, dobbiamo creare un network, permanente – aggiungo - che abbia senso anche al di là di HIT. L’Hub Innovazione trentino è una struttura che si è mantenuta snella e poco costosa ma con personale altamente qualificato. Vogliamo essere uno strumento operativo per attivare opportunità per i soci e per il territorio. Non sempre ci vedrete in prima persona proprio perché siamo dei facilitatori e attivatori di contatti e relazioni. Questo modello è molto apprezzato in Italia e all’estero; siamo esempio di come si può essere ente catalizzatore del sistema territoriale e entry point che sa attivare le competenze presenti sul territorio. Con HIT si può avere accesso alle risorsescientifiche e tecnologiche che troviamo nel territorio provinciale, passando dai poli della meccatronica e manifattura di Trentino Sviluppo a Rovereto, attraversando le eccellenze scientifiche di Trento – e Povo- dell’Università e di FBK, fino ad arrivare all’agrifood e alle biotecnologie della fondazione Mach a San Michele all’Adige.

Per raggiungere i nostri obiettivi lavoriamo su diversi filoni di attività. Innanzitutto il cosiddetto technology transfer avanzato, che intendiamo sviluppare secondo il modello oggi ritenuto più attuale a livello internazionale, ed è per questo che abbiamo chiamato Alessandro Commito come direttore di Hit. Lui potrà aiutarci con la sua esperienza maturata all’estero. Ma la ricerca va continuamente alimentata, e quindi resta per noi centrale lo  sviluppo di network di innovazione e trasferimento tecnologico, attraverso la partecipazione a progetti strategici nazionali e internazionali, attività affidata a Andrea Sartori. Il terzo filone è quello della formazione all’imprenditorialità e all’innovazione per ricercatori, studenti e altri operatori del territorio, oltre che pergli acceleratori di startup altamente tecnologiche che nascono o lavorano con la ricerca trentina. Inutile sottolineare la complementarietà di tali attività.

Nell’anno appena trascorso, HIT si è occupata innanzitutto di strutturarsi internamente con un organico snello e dinamico, attualmente composto da 15 persone, dotandosi di una sede adatta alla propria missione e identificando le sinergie con i soci. Sarebbe inutile e sciocco sovrapporci a quanto già fanno i soci; come già ho detto, dobbiamo esaltare le possibilità di interazione. La presenza dei soci è qui oggi a testimoniare la forza di questo network, e cioè dei 3.100 ricercatori della provincia di Trento, delle oltre 50 startup innovative e non solo. Vengo ai primi risultati. Dopo un  anno scarso di attività possiamo già dare alcune evidenze: abbiamo 22 idee imprenditoriali supportate e accelerate; ospitiamo, presso gli spazi di HIT, 6 startup tecnologiche; finanziamo 4 startup trentine tramite progetti gestiti direttamente da HIT per circa 250.000 euro e abbiamo attratto 5 aziende nazionali in Trentino per possibili trasferimenti di attività presso i nostri soci; abbiamo preso in gestione 12 progetti europei raggiungendo un livello di autofinanziamento complessivo della struttura superiore al 30%; ci siamo accreditati in due KIC (comunità della conoscenza e dell’innovazione) dell’Istituto Europeo di Tecnologia, in 4 cluster tecnologici nazionali (Fabbrica Intelligente, Smart Communities, Agrifood e Tecnologie per ambienti di Vita) e nei gruppi di lavoro sull’innovazione nell’ambito della macroregione Alpina anche attraverso l’aggiudicazione di un progetto europeo sul bando Spazio Alpino; ci siamo candidati per entrare nei cluster messi a bando dal Miur su Energia e patrimonio culturale; abbiamo supportato il progetto IEEE Trento Smart Cities con il Comune di Trento che ha visto il coinvolgimento di 25 imprese informatiche; stiamo collaborando con 5 grandi gruppi nazionali coinvolti in progettualità con enti di ricerca trentini; abbiamo coinvolto 25 imprese informatiche trentine in incontri di business con partner nazionali; abbiamo mappato in profondità le principali tecnologie dei nostro soci scientifici al fine di valutarne i possibili sbocchi di mercato, creando portafogli tecnologici e costruendo le condizioni per l’avvio di possibili commesse o contratti di valorizzazione con imprese locali, nazionali ed europee. Abbiamo coinvolto 20 fondi di investimento privati (venture capitalist) in incontri con oltre 100 startup tecnologiche (solo metà trentine) in un evento organizzato a Rovereto con AIFI e Trentino Sviluppo; stiamo stimolando i principali operatori di private equity focalizzati sui settori dove la ricerca trentina è eccellente, a incontrare i nostri soci per individuare potenziali sinergie; abbiamo avviato contatti con Fei e Cassa Depositi e Prestiti e Con Fondo Italiano Investimenti per accreditarci in vista delle misure che vareranno; stiamo proponendo diversi progetti di formazione all’imprenditorialità per studenti delle scuole medie superiori e dell’Università, per sviluppare progetti di apprendimento, esperienziali, insieme ai soci. A breve lanceremo anche un’iniziativa congiunta e molto importante con l’Università di Trento e l’Istituto Artigianelli denominata Contamination Lab, un luogo fisico in Piazza Fiera dove verranno svolti tutti i corsi di imprenditorialità e risoluzione di sfide industriali. Stiamo, inoltre, lavorando al progetto NASA Challange che ha visto nel 2016, la partecipazione di 800 studenti e decine di imprese e startup locali ed europee. Credo si debbasempre puntare sui giovani  e creare loro opportunità, educarli ad un approccio innovativo in ogni mestiere, anche nei più tradizionali. Dobbiamo far confluire ricerca e talenti nel sistema imprenditoriale e creare un sistema di imprese innovative, vecchie e nuove che siano. Confindustria ha varato un piano importante per attuare il disegno governativo industria 4.0 e su questo HIT è a disposizione per collaborare in un’ottica di raccordo col sistema dell’innovazione e della ricerca. E siamo a disposizione anche per lavorare sul fronte dell’attrazione dei capitali, come dicevo prima. Con i fondi di venture capital abbiamo già iniziato a lavorare, un fondo importante di private debt è già attivo sul territorio, ma credo possiamo fare molto di più e per questo è importante capire le esigenze delle imprese e lavorare nella direzione corretta per mettere insieme la dimensione imprenditoriale, le capacità innovative e i capitali.

A oggi il Trentino ha un discreto posizionamento nel contesto italiano. Se il network funziona e se crediamo nell’opportunità di un lavoro comune, sono certa che miglioreremo questi numeri e potremo vincere la sfida della leadership nel nuovo disegno governativo e europeo che selezionerà i migliori nuclei di eccellenza tecnologica italiani, a cui sarà affidata la sfida della nuova competitività del sistema.

Grazie a tutti!